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Costo dell'energia e conseguenze per le imprese lombarde

Sulla base dei dati diffusi dall'Ufficio Studi di Confartigianato, nel corso del secondo semestre 2024, le PMI lombarde, con consumi fino a 2.000 megawatt ora, hanno pagato l'energia utilizzata ben 28 centesimi al kilowatt ora che, tradotto, significa il 22,5% in più della media europea. Un onere pesantissimo e se rapportato al 2021, si traduce nel 52,8% in più, superiore alla media nazionale (49,8%) e di oltre 3 volte il livello di inflazione generale stimato attorno al 17%.  Per le imprese lombarde si stima un esborso di circa 2,4 miliardi di euro. Una spesa complessiva di oltre 440 milioni rispetto alla media europea. Gli aumenti hanno colpito tutte le province lombarde, seppur in maniera differente. A guidare la “triste” classifica Brescia (80 mil.) seguita da Milano (65) e via via tutte le altre.

Lodi si piazza “fortunatamente “al penultimo posto con un incremento di 8 milioni, segue Sondrio con 7. A incidere sul costo dell'energia anche un prelievo fiscale sproporzionato rispetto al resto d'Europa  (+117%), che sicuramente richiede un intervento ad hoc, da parte delle autorità preposte. In questo quadro, si rileva inoltre un'ulteriore negatività: la riduzione del numero delle imprese che investono in tecnologia alternativa. Infatti, sebbene un'impresa su quattro abbia già investito nel “green”, tra il 2023 e il 2024, in ben sette realtà territoriali è stata rilevata una contrazione degli investimenti in materia. E purtroppo è il lodigiano a registrare la maggior riduzione (-5,4%). Tutto questo mentre il progetto Transizione 5.0, che mette a disposizione (grazie ai fondi del PNRR italiano), un credito di imposta a favore delle imprese che perseguono progetti imprenditoriali di sostenibilità, probabilmente a causa degli eccessivi costi e della burocratizzazione, rimane pressoché inutilizzato con oltre 4 miliardi di euro ancora disponibili.

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Rassegna Stampa al 04/09/2026

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Gruppo Cassa Centrale: risultati al 30 giugno 2026

▪ Finanziamenti netti alla clientela pari a € 52,3 miliardi (+2,7% rispetto a fine 2025), con
  nuove erogazioni di credito¹ per € 5,5 miliardi: +8,2% A/A 
▪ Raccolta complessiva da clientela € 135,3 miliardi: +4,3% rispetto a fine 2025
▪ Gruppo Bancario “NPL Neutral”: costo del rischio nullo in continuità con gli ultimi due
  esercizi, NPL ratio lordo² al 2,8% e NPL ratio netto³ a 0,6%, invariati rispetto a fine 2025
▪ Utile netto di periodo € 614 milioni (€ 590 milioni nel primo semestre 2025)
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