Crescita economica al ribasso
L'incremento dei costi energetici, le difficoltà di approvvigionamento, e gli ulteriori fattori negativi consequenziali al conflitto Medio Orientale, secondo stime Assolombarda, generano un impatto negativo sulle prospettive di crescita dell'economia lombarda in maniera decisamente significativa. A livello regionale è previsto un incremento dello 0,6% che per quanto superiore alla previsione nazionale (+0,3%) è comunque decisamente ridotto rispetto alle stime iniziali di una crescita del 1%.
I dati lombardi rimangono comunque all'interno della media dell'area euro, per la quale la BCE prevede un incremento da un minimo dello 0,4 a un massimo dello 0,9. Valori diversi seppur sempre in diminuzione, per le province del “Quadrilatero”: Milano, Monza Brianza, Lodi, Pavia, per le quali a livello globale era stimato un incremento annuo dell'economia del 1,6% ora rivisto al ribasso al 1%.
Scendendo nel particolare: Milano: espansione del 1,1% rispetto alle attese di gennaio (1,7%), dovuto alla crisi dell'industria e un rallentamento delle esportazioni. Monza e Brianza: è previsto un incremento dello 0,6 in calo di 8 punti rispetto a gennaio a seguito di un forte ridimensionamento della crescita industriale e anche in questo caso di ripercussioni sull'export. Lodi: crescita prevista dello 0,4 contro lo 0,7 di gennaio. Un impatto negativo tutto sommato contenuto, dovuto in parte alla specializzazione di alcuni settori industriali e alla limitata incidenza dell'export verso i paesi Medio orientali. Pavia: previsioni al ribasso dallo 0,9 allo 0,4 a seguito di un rallentamento sia della manifattura che del terziario.