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Previsioni per l'economia lombarda 2026

Per il 2026, le previsioni per l'economia lombarda, seppur provenienti da fonti diverse, sembrano decisamente concordare. La nostra regione, per anni motore propulsivo dell'economia nazionale, si trova al bivio tra crescita e stagnazione. E purtroppo le predizioni, al momento, optano per quest'ultima. Il tasso di crescita del PIL è stimato attorno allo 0,7%, leggermente superiore al 2025, ma ancora al di sotto del 1% di crescita, che l'economia regionale non raggiunge dal periodo post Covid del 2023. Anche gli investimenti sono previsti in calo, passando da oltre il 2% dell'anno precedente a un modesto 0,7. Lieve incremento del ritmo di crescita dei consumi dovuto, e questa è la buona novella, all'aumento del livello occupazionale (+0,8 nel 2025) previsto in ulteriore crescita nell'anno in corso. All'interno del quadro regionale, spiccano comunque le province del quadrilatero di Assolombarda (Milano, Lodi, Monza e Pavia) con valori globali superiori alla media, tra cui un tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo superiore al 1%. Purtroppo, però, in questo contesto, mentre Milano e Pavia segnano performance pari o superiori, Lodi segna una battuta d'arresto dovuta alla crisi dell'export provinciale. Il nostro territorio che nel 2024 aveva registrato il maggior incremento a livello lombardo (+21%), nei primi 9 mesi del 2025 ha registrato un tracollo nei rapporti con l'esterno in particolare nei settori della metallurgia, farmacia e tessile. In virtù di questo, Assolombarda prevede una crescita decisamente contenuta dello 0,4%.

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Rassegna Stampa al 04/09/2026

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Gruppo Cassa Centrale: risultati al 30 giugno 2026

▪ Finanziamenti netti alla clientela pari a € 52,3 miliardi (+2,7% rispetto a fine 2025), con
  nuove erogazioni di credito¹ per € 5,5 miliardi: +8,2% A/A 
▪ Raccolta complessiva da clientela € 135,3 miliardi: +4,3% rispetto a fine 2025
▪ Gruppo Bancario “NPL Neutral”: costo del rischio nullo in continuità con gli ultimi due
  esercizi, NPL ratio lordo² al 2,8% e NPL ratio netto³ a 0,6%, invariati rispetto a fine 2025
▪ Utile netto di periodo € 614 milioni (€ 590 milioni nel primo semestre 2025)
▪ Margine d’intermediazione € 1.705 milioni (+7,8% A/A)
▪ Spese per il personale € 602 milioni (+5,1% A/A), funzionali alla crescita della presenza
  fisica sul territorio e a supporto delle competenze in ambito ICT e digitale
Common Equity Tier 1 ratio (CET1) Fully Phased: 27,9%

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